Furore read along #3  

Ciao Lettori 

Bentornati al nostro appuntamento settimanale con la terza tappa del nostro furore read along oggi vi parlo di una tematica che ritengo molto importante ossia.

CAPITOLO 14~ DA IO A NOI 

In questo capitolo Steinbeck gioca a “ carte scoperte ” con una digressione di carattere  apertamente socio/politico.

Fino a questo momento abbiamo (senza dubbio) incontrato capitoli dove sono stati  portati avanti discorsi di critica nei riguardi della società statunitense (pensiamo ad esempio ai capitoli 5 e 7) ma queste riflessioni sono state sempre contingentate allo sviluppo della storia della famiglia Joad; in questo capitolo invece Steinbeck ci propone un’interessante analisi dei problemi della società americana di fine anni ’30 che sebbene sia connessa alle peripezie della famiglia di Tom, non è contingentata a queste ultime ma ne è la causa.

Ma cerchiamo di comprendere (brevemente) dove si trovava l’America di fine anni ’30 

Gli Stati Uniti patria del  Conspicuous consumption  nel 1929 come è noto 

Si trovano ad affrontare la catastrofe economica più grande della loro storia: il crollo della borsa, per risollevare le sorti di una popolazione sprofondata nella depressione finanziaria più rovinosa della storia nel 1933 verrà eletto presidente Franklin Delano Roosevelt che com’è altrettanto noto mise in pratica una serie di riforme economiche volte a salvare il paese (New Deal).

Le misure di politica economica messe in atto da Roosevelt verranno affiancate da ideologie di stampo marxista e comunista, teorie che come diventa evidente in questo capitolo sono condivise anche dall’autore. 

Steinbeck si pronuncia contro La proprietà privata (concetto fondamentale della cultura americana ) auspicando invece che possa nascere un movimento rivoluzionario formato da tutti gli uomini sfrattati dalle loro case e costretti ad una vita di povertà.

Secondo il pensiero dell’autore l’unione dei più deboli potrebbe rappresentare una minaccia per i poteri forti che temono uno scenario del genere e per questo continuano a far si che gli ultimi della società si odino  e si temano vicendevolmente perché il pericolo non si cela dietro la frase “ ho perso la mia terra” ma nasce quando tale affermazione si tramuta in “ abbiamo perso la nostra terra”. Il nemico da bombardare è proprio questo: Il passaggio da IO a NOI ma coloro i quali sono ancora saldamente ancorati all’idea della proprietà privata non riusciranno mai ad effettuare il salto dall’IO al NOI e così il mostro, il sistema capitalistico, avranno sempre la meglio.

In  quest’ottica, tutti i personaggi descritti dall’autore (fino a questo punto) sono “vinti” (prendendo in prestito questo termine dal celebre Verista Verga)dal sistema, perchè tutti loro sono alla ricerca di stabilità economica per potersi permettere di acquistare una casa, una macchina o un pezzo di terra, tutti loro sono ancorati al concetto di proprietà privata. 

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