Furore read along #5

La quinta tappa del furore read along è qui! Oggi parliamo dei capitoli 21-22-23, la famiglia Joad arriva finalmente in California, dopo tate peripezie e perdite finalmente Tom e la sua famiglia arrivano all’ultima frontiera degli Stati Uniti.

A tal proposito oggi vorrei proporvi un discorso un pò diverso rispetto al solito; di fatti anziché parlarvi delle parole chiave che ho incontrato in questi capitoli, vorrei parlare del luogo dove “basta allungare una mano per raccogliere un’arancia”.  Qual è la storia della California ? Perchè tutti vogliono andare in California?  In poche parole cosa rappresenta la California? 

PRIMA C’ERA LA TERRA:

In California inizialmente c’era solo la terra (The Land) 

Montagne che circondavano vaste distese di terra pianeggiante, poi c’erano foreste di pini e sequoie a nord ovest dove i fiumi riversavano le loro acque in mare e ancora vi era la Costa californiana rocciosa e spaventosa a nord e gentile e sabbiosa a sud…poi queste terre vennero abitate da popolazioni (tra loro molto diverse) che oggi generalmente chiamiamo Indigeni americani.

Molte erano le popolazioni che abitavano sul territorio che odiernamente chiamiamo California alcune di queste erano: 

  • I Miwok
  • Gli Atsugewi
  • I Tubatulabal
  • I Wintun 
  • La popolazione Yana e tante altre ancora

Tutte queste popolazioni avevano culture differenti, ma erano tutte accomunate dal fatto di non aver ancora sviluppato un linguaggio scritto e i loro racconti tradizionali  (tramandati oralmente) parlavano della sacralità delle loro vite e di tutte le forze naturali esistenti.

 Com’è tristemente noto i colonizzatori bianchi che invasero il territorio degli indigeni, vedevano queste popolazioni (le popolazioni Indigene native della California nello specifico) come inferiori non solo rispetto ai conquistatori europei ma anche in paragone ad altre popolazioni indigene sparse sul territorio americano; gli antropologi Theodora Kroeber e Robert Heizer spiegano che :

“In their ignorance and their intolerant racism, the white men called Californians ‘Diggers’ regarding them as scarcely human.”

“ Persi nella loro ignoranza ed intolleranza razzista, gli uomini bianchi chiamavano i Californiani ‘diggers’ ritenendoli scarsamente umani” 

Si stima che prima dell’arrivo dei colonizzatori europei vivessero circa 300.000 indigeni in California questa cifra è poi stata drammaticamente ridotta a causa di malattie, massacri e distruzione del loro ambiente a soli 16,000 indigeni nel 1910.

La California territorio conquistato dalla Spagna, divenne il Messico.  I conquistatori spagnoli per riuscire ad esercitare controllo sul vasto territorio che avevano acquisito, misero in pratica un sistema di controllo e gestione del territorio chiamato “mission System”, le suddette Mission erano degli avamposti della potenza Europea gestita da preti francescani, che oltre ad esercitare  controllo e vigilare sui territori avevano lo scopo (per gli spagnoli, ben più importante ) di convertire gli indigeni al Cristianesimo. Tutto ciò dura fino al 1821 anno in cui gli abitanti del Messico  vincono la guerra contro la Spagna acquistando l’indipendenza.

A seguito della strenua politica espansionistica del Presidente americano Polk i territori della California e del New Mexico (che comprendevano anche altri stati quali Arizona, Utah e parte del Colorado) diverranno territori degli Stati Uniti nel 1848 (dopo la guerra tra Stati Uniti e Messico). 

Dopo la guerra contro il Messico in California vennero scoperti filoni auriferi e ciò comportò la rapida migrazione di circa 80.000 cercatori d’oro che si trasferirono nel “Golden state” nella speranza di arricchirsi. La celere crescita demografica consentì alla California di trasformarsi presto (nel 1850) in uno stato dell’unione.

La California quindi dal 1850 in poi rappresenta la terra di confine da un di vista tangibile ma anche e soprattutto metaforico, per cui chi vuole cambiare vita, andare in cerca di fama, notorietà e fortuna si reca lì in quanto sa che se il suo “sogno americano” non dovesse realizzarsi nemmeno in California allora non ci sono speranze che si avveri altrove.

FANTASY CALIFORNIA

L’autore Garci Ordoñez de Montalvo scrive un romanzo spagnolo molto celebre intitolato: Las sergas de Esplandián (nel 1510)

all’interno del quale ci presenta la California come : “ an Island very near the terrestrial 

Paradise and inhabited by black woman without a single men among them and living in the manner of Amazons” 

 Questa versione dalla California vista come un regno immaginario  dove la realtà poteva essere ignorata rappresenta per molti  l’unica California. 

La California rappresentava e rappresenta il futuro della società americana, in California nascono industrie che avranno un impatto gigantesco non solo a livello nazionale ma anche nel resto del mondo, basti pensare all’importanza dell’industria cinematografica o alla potenza di Silicon Valley , non è difatti un caso che se la California fosse una nazione indipendente dagli Stati Uniti costituirebbe la quinta potenza economica mondiale, superando addirittura il Regno Unito.

Ma la potenza della  California non si riduce solo alla sua florida economia; la  California è stata la terra natale di ideologie che accompagneranno  l’America al progresso (non solo tecnologico-economico ma anche sociale) non è un caso di fatti che sia californiano il primo politico  eletto dichiaratamente omosessuale ( Harvey Milk eletto nel 1977 membro della Board of Supervisors della città di San Francisco )  oppure che autori come Thomas Pynchon e Maya Angelou entrambi scelgano la culla del liberalismo per parlare di tematiche come le discriminazioni razziali e l’abuso di potere da parte dei poliziotti nei confronti delle minoranze.

Ma oltre la coltre di glits and glam la California è anche il regno della disillusione , dei sogni infranti, di ambizioni che non trovano riscontro nella realtà (disillusioni di cui ci parla ad esempio Nathanael West in “the day of the locust” / Il giorno della locusta).

Per ogni persona che si reca in California per realizzare un sogno e riesce nel suo intento, ce ne sono migliaia (o decine di migliaia) che falliscono esattamente come i personaggi di Steinbeck che restano ammaliati dalla bellezza e dalle prospettive di vita migliori che avrebbero potuto avere in California ma poi una volta giunti a destinazione si accorgono che la California che immaginavano in realtà non esiste è appunto solo una fantasia.

3 commenti

  1. Alexis' Audiobooks ha detto:

    Ciao,
    non conoscevo il tema di questo libro, ma ne ho sentito parlare molto.
    Lo aggiungo alla lista infinita da leggere hahah
    Grazie per il tuo read along 😉

    Saluti,
    Alexis

    Piace a 1 persona

    1. handwrittenbooks ha detto:

      Ciao Alexis grazie a te per aver letto l’articolo✨se ti interessa conoscere qualcosa in più su Furore e le sue tematiche su questo blog trovi vari post dove affronto proprio questo argomento☺️. Spero che questo grande classico ti piaccia!🤍

      Piace a 1 persona

      1. Alexis' Audiobooks ha detto:

        Ciao,

        ti farò sapere che ne penso 😉

        Un saluto,
        Alexis

        "Mi piace"

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