Furore read along #2

Ciao Lettori 

Benvenuti alla seconda tappa del nostro furore read along, oggi in vista di Halloween vi propongo un’immagine a tema. I capitoli di cui parliamo oggi sono: 7-8-9-10-11-12. Ho tante cose da dire, perchè questo romanzo diventa sempre più bello e coinvolgente come al solito vi propongo di seguito le mie Key words di questa tappa. Quale capitolo vi è piaciuto di più questa settima?

CAPITOLO 7~HUDSON SUPER SIX 

Vi ricordate la tartaruga di cui abbiamo parlato ampiamente la settimana scorsa per prima tappa? La tartaruga viene sostituita nel settimo capitolo da un veicolo usato e malandato con cui la famiglia Joad dovrà affrontare il lungo viaggio per andare ad “Ovest” in quella terra dove “basta allungare una mano per cogliere un’arancia”.

Leggendo questo capitolo non ho potuto far a meno di ripensare alla figura della tartaruga (presentataci nel capitolo 3) e di quanto sia in realtà emblematica ai fini della storia.

Probabilmente vi starete chiedendo cosa possono mai avere in comune un vecchio furgoncino Hudson Super Six usato e una tartaruga  

A mio avviso alcuni piccoli particolari :

  • Così come la tartaruga è il più lento tra gli animali il furgoncino Hudson Super Six è il veicolo più lento tra quelli proposti alla famiglia Joad dal negoziante di autovetture.
  • Così come la tartaruga è rallentata dal peso della sua corazza (che è anche la sua casa) anche il furgoncino Hudson Super Six è rallentato e schiacciato dal peso della numerosa famiglia Joad che porterà in California tutti gli averi che le sono rimasti ossia ciò che rimane della loro casa

Altra tematica trattata dal capitolo 7 è L’inganno; in questo capitolo infatti il venditore di automobili usate fa tutto il possibile per prendersi gioco dei propri clienti e portarli ad acquistare veicoli malandati ad un prezzo più elevato del dovuto. Anche in questo caso mi sento di dire che ci troviamo dinnanzi ad una tematica già affrontata da Steinbeck che con estrema maestria è capace di riproporre a distanza di pochi capitoli le stesse tematiche ma svilupparle in maniera sempre innovativa e brillante.

Anche il mostro utilizza l’inganno  come tattica per cacciare i mezzadri dalle loro terre, e promette loro che in California c’è tanto lavoro, si vive bene e i lavoratori vengono ben retribuiti ma sarà questa la verità o solo una perfida bugia orchestrata ai danni dei più deboli della società. Secondo voi bisogna fidarsi delle promesse fatte dal mostro?

CAPITOLO 8~FAMIGLIA 

Finalmente in questo capitolo Tom rincontra la sua famiglia composta da:

  • Ma’ 
  • Pa’
  • Nonno
  • Nonna
  • Zio John 
  • Connie
  • Rose of Sharon 
  • Ruthie e Winfield 
  • Al
  • Noah.

Fin dal primo momento ho amato la famiglia di Tom:

 suo padre Tom(Senior) il capofamiglia l’uomo a cui spettavano le decisioni importanti, l’uomo tutto d’un pezzo frutto della cultura machista statunitense ma che alla vista del figlio per la prima volta dopo 4 anni si commuove e cerca subito  un (seppur timido ) contatto suo padre Tom(Senior) il capofamiglia l’uomo a cui spettavano le decisioni importanti, l’uomo tutto d’un pezzo frutto della cultura machista statunitense ma che alla vista del figlio per la prima volta dopo 4 anni si commuove e cerca subito  un (seppur timido ) contatto  suo padre Tom(Senior) il capofamiglia l’uomo a cui spettavano le decisioni importanti, l’uomo tutto d’un pezzo frutto della cultura machista statunitense ma che alla vista del figlio per la prima volta dopo 4 anni si commuove e cerca subito  un contatto (seppur timido)

Sua madre il cui nome (assieme al nome della nonna e del nonno) non ci viene svelato (per quanto riguarda la questione di personaggi senza nome e volendo essere specifici “donne senza nome”  ho avuto vividi flashback su “uomini e topi” anche in uomini topi di fatti compaiono due donne i cui nomi non saranno mai esplicitati dall’autore: la moglie di Curley e la ragazza col vestito rosso assassinata da Lennie. Sul motivo che spingeva Steinbeck ad omettere i nomi delle sue protagoniste dei suoi romanzi potremmo aprire interessanti dibattiti, a mio avviso però bisogna tenere a mente sempre che Furore è un romanzo figlio del suo tempo, parliamo degli anni 30’ ;  negli anni 30’ le donne statunitensi bianche avevano visto riconoscersi il diritto al voto da soli 10 anni ed erano ancora ampiamente relegate ai loro ruoli e doveri di figlie, madri e mogli esemplari ) viene descritta come una donna forte, risoluta, che lavora sodo per tenere unita la famiglia e che sebbene fosse una donna aveva potere decisionale pari quasi a quello del marito. 

In questo capitolo la domanda più ricorrente che viene posta a Tom da quasi tutti i membri della sua famiglia ( ossia il padre, la madre ,il nonno e il fratello Al) è “ma sei scappato?” , sicuramente la fuga è una delle grandi tematiche di questo romanzo. Tutti i personaggi di questo romanzo sono in fuga dalla miseria e dalla disperazione e il fatto che Tom non sia scappato ma che sia stato liberato su parola è come se lo  rendesse agli occhi della famiglia quasi come un estraneo. Tom è diverso da tutti i membri della sua fa figlia perchè non è un fuggitivo.

CAPITOLO 9 ~AMAREZZA 

Come parola chiave del nono capitolo ho scelto la parola amarezza.

Amarezza perchè i mezzadri costretti ad abbandonare le proprie  terre 

Si disfano di tutto ciò che non possono portare in California, ma anche e soprattutto l’amarezza di dover abbandonare ciò che per loro era fonte di orgoglio e vita consci del fatto di non poter rincominciare in California perchè loro aveva già vissuto la loro vita.

CAPITOLO 10 ~PARTENZA 

Arrivati a 150 pagine dall’inizio della storia la famiglia Joad al completo parte per la California, essendo tutti pronti non ha più senso rimandare il momento della partenza così una volta uccisi i maiali, fatte le borse e sedato il nonno (che all’ultimo minuto sembrava aver avuto dei ripensamenti sul viaggio ) la famiglia al completo carica i propri averi sull’ Hudson Super Six e parte verso l’Ovest.

CAPITOLO 11 ~TOPI

Nella  desolazione totale lasciata dai mezzadri gli unici abitanti rimasti a popolare le città fantasma sono i topi che si intrufolavano nelle case da fessure e spiragli .

CAPITOLO 12 ~ROUTE 66 

La Route 66 viene definita come “il sentiero di un popolo in fuga” dove vi sono numerose macchinine tutte malandate “che arrancano come cose ferite, ansimanti, rantolanti” duecentocinquantamila sono le persone in strada. Steinbeck qui si pone una domanda tanto semplice quanto importante… cosa accomuna tutte queste persone ? Quale può essere il comune denominatore di quelle duecentocinquantamila persone che si sono riversate un giorno sulla cosiddetta strada madre la prima autostrada americana, inaugurata nel 1926, che partiva da Chicago in Illinois, per passare in Missouri, Kansas, Oklahoma, Texas, New Mexico fino ad arrivare in Arizona e terminare a  Santa Monica nella contea di Los Angeles, California; secondo l’autore il comune denominatore di tutta quella gente era la speranza. Speranza di trovare un futuro migliore, speranza perchè quando si perde tutto si può solo sperare che il futuro abbia in serbo qualcosa di buono perchè “alla gente in fuga capitano cose strane , alcune tristemente crudeli e altre così belle da riaccende per sempre la fede”.

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